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La Clitennestra di Alma Daddario al Teatro Romano di Volterra

La Clitennestra di Alma Daddario al Teatro Romano di Volterra

Al Festival Internazionale in prima nazionale il 5 luglio una nuova lettura di una figura mitologica femminile. Protagonista Valeria Contadino

Sabato, 29/06/2019 - Sarà Valeria Contadino ad interpretare la complessa figura mitologica di Clitennestra, portando in scena il prossimo 5 luglio al Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra il testo scritto da Alma Daddario. “Clitennestra, il processo” è il titolo della pièce realizzata con la regia di Sebastiano Tringali e la direzione di Aurelio Gatti. Insieme alla protagonista saranno sul palcoscenico: Carlotta Bruni, Rosa Merlino, Paola Saribas, Matteo Gentiluomo e Luca Piomponi.
Alma Daddario ha scavato nella personalità di Clitennestra che, attraverso le descrizioni di Euripide, Eschilo e Omero, conosciamo come il prototipo della donna infame, il mostro che ha commesso l'orrendo delitto di uccidere lo sposo appena tornato dalla guerra. “Sono tutti sguardi maschili di un modello di donna opposto a quello di Penelope, sposa fedele e paziente di Ulisse” osserva Alma Daddario, che denuncia un pregiudizio e una sentenza già scritta. Per questo la sua è una versione in cui Clitennestra "non cerca assoluzioni e, invece di giustificarsi, parla della violenza che ha subito come sposa, come madre e come regina".
È come se, per Alma Daddario, fosse arrivato il momento del riscatto per questa donna segregata da sempre dentro uno stereotipo che è necessario ormai infrangere. "Quello che mi ha sempre colpito è la straordinaria attualità della vicenda di Clitennestra. Vittima di stupro, è costretta a sposare il suo violentatore il quale, con la scusa di propiziare il favore degli dei per la guerra di Troia, ne ucciderà la figlia Ifigenia. E Ifigenia in greco vuol dire 'nata dalla violenza. Come non ravvisare nel suo sguardo quello delle tante donne vittime di stupri di guerra anche in questo attuale e drammatico momento storico? - spiega Daddario -. Sono passati millenni, ma pare che il mito abbia scritto anche il nostro presente. La lettura maschile ha presentato ai posteri questo personaggio come colpevole di lussuria, donna ambiziosa e colpevole di adulterio e assassinio. Una figura talmente negativa al punto che Oreste, il figlio che le darà la morte per vendicare il padre, sarà assolto dagli dei. La lettura contemporanea può interpretarla come vittima di femminicidio o delitto d'onore. Ma la mia Clitennestra rivendica il suo diritto alla ribellione a un destino ottuso che nei secoli ha massacrato le donne rendendole oggetto di scambio e ricatto, al servizio del potere e sottomesse al giogo di società rigidamente patriarcali. Guai a chi si ribellava al sistema o alla famiglia, era una condanna a morte, vedi anche la vicenda di Antigone. Storie di secoli fa. Ma basta aprire le pagine di cronaca dei quotidiani per imbattersi in Clitennestra, Ecuba, Cassandra, Medea".
Indubbiamente affascinante questo sguardo, in qualche modo risarcitorio.
Da prendere nota che, dopo la prima nazionale di Volterra, lo spettacolo sarà il 6 luglio a Sutri e quindi in Sicilia nell’ambito della rassegna Teatri di Pietra.



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