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Il documentario “Dicktatorship - Fallo e basta”: come smontare il mito del maschio ‘alfa’

Il documentario “Dicktatorship - Fallo e basta”: come smontare il mito del maschio ‘alfa’

Con Gustav Hofer e Luca Ragazzi, legati nell’arte e nella vita, un viaggio attraverso il maschilismo e i tanti stereotipi diffusi nel nostro Paese

Mercoledi, 05/06/2019 - Con le consuete doti di garbo, simpatia ed acutezza, i due documentaristi Gustav Hofer e Luca Ragazzi, uniti professionalmente e sentimentalmente da molti anni, confezionano “Dicktatorship - Fallo e basta” (trailer), la loro ultima opera (dopo il pluripremiato “Improvvisamente l'inverno scorso”, sul tema dell’omosessualità, “Italy: Love It, or Leave It” e “What is Left?”, sulla crisi della sinistra italiana), solo apparentemente meno autobiografica delle altre, dedicata ad esplorare i temi del maschilismo italiano - come nasce, come si forma e si mantiene - individuando, in una cifra narrativa al tempo stesso seria e faceta, ostacoli e stereotipi che impediscono la piena emancipazione femminile, la parità dei diritti e dei salari, un’equa ripartizione di compiti.
“Pensiamo a Donald Trump - affermano i registi - e al suo atteggiamento apertamente misogino che non gli ha impedito di diventare Presidente degli Stati Uniti: intellettuali, femministe, attivisti, sociologi – e persino qualche repubblicano – si sono chiesti: come è stato possibile? Se c'è un Paese al mondo che può rispondere a questa domanda, quello è l’Italia. Ogni cosa qui sembra ruotare intorno all'organo genitale maschile, basti pensare che esistono ben 887 modi diversi per definirlo. L’Italia è la patria del latin lover, e il Paese che per decenni ha idolatrato Mussolini e poi – per almeno altri due – Berlusconi, personaggi che, in qualche modo, hanno fatto del maschilismo, del machismo o del sessismo la loro carta vincente.”
Prendendo a pretesto una battuta velatamente maschilista fatta da Luca Ragazzi, i due registi iniziano un viaggio per l’Italia (fra Milano, Padova, Venezia) e oltre (Barcellona) per raccogliere tracce socio-antropologiche, testimonianze di esimi professori e pornostar, esiti di sperimentazioni sui primati e di simulazioni in 3D sulla violenza domestica, alla ricerca del perché maschilismo e sessismo siano ancora radicati nel nostro Paese (al punto da dar vita a feste e saghe con protagonista l’organo genitale maschile) e non si riescano ad estirpare abitudini e modi di vita, neppure tra i giovani. Incontrando diversi esperti nel campo della sociologia, della scienza, delle arti e persino del porno, provando ad orientarsi nell’intricato mondo dei rapporti di potere tra uomo e donna, Gustav e Luca guidano lo spettatore in un viaggio caleidoscopico e a tratti esilarante che li porterà a una conclusione inevitabile: sono gli uomini a dover cambiare, perché le donne, a quanto pare, lo hanno fatto già da tempo.
“Abbiamo deciso di fare questo documentario, perché ci sentiamo direttamente chiamati in causa in favore della causa ‘femminile’, in primo luogo come cittadini e poi come coppia gay, dal momento che - com’è ampiamente dimostrato dai fatti prima ancora che dalle statistiche - misoginia e omofobia sono facce di una stessa medaglia.” Bravi, davvero, e ben vengano artisti come loro, generosi e convinti sostenitori del lavoro congiunto fra uomini e donne come principale ingrediente per cambiare le cose.
Dopo l'anteprima mondiale al festival Hot Docs di Toronto, uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati al documentario, “Dicktatorship - Fallo e basta” sarà nelle sale italiane dal 10 giugno (e in anteprima italiana al Biografilm Festival di Bologna), prodotto da DocLab, in collaborazione con ZDF / ARTE.

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