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Il piacere dell'apprendere

Il piacere dell'apprendere

VIVALASCUOLA/ 3 - AltraMente, scuola di educazione civica e politica indipendente. Intervista a Patrizia Sentinelli

Angelucci Nadia Mercoledi, 03/08/2016 - Articolo pubblicato nel mensile NoiDonne di Settembre 2016

Insegnante, sindacalista, impegnata nella politica dei partiti e nei movimenti, deputata e infine viceministra degli Esteri, Patrizia Sentinelli negli ultimi anni è tornata alle origini, alla scuola, con “AltraMente,Scuola per tutti”



Che senso dai a questo ritorno alle origini?

Il mio lavoro è stato per tanti anni quello di insegnare e di pari passo c’è stata la politica che è diventata impegno totale con il governo Prodi. Dopo la fine di questa esperienza, anche per responsabilità della sinistra, per me si è concluso un ciclo. Ho sentito che le istituzioni politiche erano diventate impermeabili alle domande sociali e rispondenti più alle esigenze del mercato che a quelle delle persone. Tutto ciò mi ha portato a voler fare un’esperienza politica diversa, più vicina ai movimenti e alla vita delle persone, e così siamo arrivati ad AltraMente.



AltraMente si propone “la ricostruzione del faticoso piacere dell’apprendere”. Perché ricostruzione e perché proprio educazione?

Abbiamo sentito la necessità di riprendere il gusto allo studio e all’approfondimento, di ragionare sui cambiamenti che ci attraversano, sulla globalizzazione, sul pensiero unico. Ci è sembrato che ci fosse bisogno di ricostruire, di ri-interrogarsi sia dal punto di vista delle relazioni che da quello dello scambio e l’educazione informale ci è sembrato il modo migliore di farlo. Lavoriamo con tutte le fasce di età con incontri rivolti agli adulti, con seminari sul potere, sulla politica, sull’economia, sulla finanza; organizziamo laboratori in cui il sapere si coniughi con il saper fare; ci rivolgiamo a ragazzi e bambini consapevoli che apprendere significa anche suscitare curiosità ed emozioni. Poi abbiamo il filone del soccorso scolastico e dell’interazione con l’istituzione scolastica.



Cosa è il soccorso scolastico, come nasce e come si pone rispetto alla scuola?

Arriviamo dopo la scuola con un doposcuola dove incontriamo ragazzi e ragazze in maniera anche più libera. Sono studenti che trovano da noi un luogo di accoglienza: si prova a studiare, si gioca insieme, si chiacchiera. Da quest’anno lavoriamo dentro la scuola, nei locali messi a disposizione e che abbiamo rimesso a posto. I nostri servizi sono gratuiti e si svolgono in uno spazio che è molto diverso da un’aula scolastica. Con i partecipanti ci sono relazioni orizzontali; ognuno mette a disposizione quello che sa, ma cerchiamo di lavorare anche con metodologie diverse che ci sembra che la scuola oggi non metta sufficientemente a disposizione. Ovviamente c’è un incontro anche con i docenti che a me sembra soffrano di solitudine. Lavoriamo anche di mattina con una scuola di italiano ai ragazzi stranieri appena arrivati, facciamo laboratori di lettura e di scrittura e abbiamo prodotto con i ragazzi dei libri che abbiamo pubblicato.



Tu sei stata insegnante per molti anni e ora torni nella scuola con un altro ruolo; come si è trasformata la scuola nella tua percezione?

La scuola è ancora un presidio di democrazia ma ha bisogno di una grande visione, di un pensiero ampio. È uno dei luoghi che non sono stati adeguati alla trasformazione della nostra società. Faccio un esempio: non disconosco la necessità del fatto che un adulto insegni e abbia una sua autorevolezza ma la mancanza di orizzontalità che troviamo nella scuola è sconcertante. D’altra parte è vero anche che questi poveri docenti contemporanei si trovano a fronteggiare problemi complessi, ragazzi di tanti bisogni diversi, sono sommersi dalla burocrazia e perdono il gusto dell’approfondimento verso la didattica. Poi è stata introdotta una sorta di competitività in assenza di un sistema scolastico integrale che tenga insieme tutti verso il medesimo obiettivo. Ci sarebbe bisogno di indicazioni comuni, condivise, di priorità generali e di sostenere i bisogni basilari. La scuola va ripensata con la partecipazione di tutti e tutte.

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