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Il 'Dopo di noi': se ne parla con un libro e un incontro

Il 'Dopo di noi': se ne parla con un libro e un incontro

Il libro di Marina Morelli 'Sarà una missione' è occasione per tornare su un tema delicato e importante che va rimesso al centro dell'attenzione

Lunedi, 15/07/2019 - "Arianna e Chiara sono così vicine eppure così lontane, sono qui ma abitano in un altro mondo", una manciata di parole per illuminare i chiaroscuri dell'autismo. È attraverso il racconto della sua vita di mamma che Marina Morelli (videointervista) con "Sarà una missione" (ed L'Erudita) ci avvicina al tema e alla condizione di quella che lei definisce una "diversa percezione delle cose e del mondo conseguente a un problema relazionale e progressivo isolamento per impossibilità a condividere la stessa realtà percepita diversamente e il conseguente danno cognitivo". Per connettersi alla "profondità" delle sue figlie e districare il loro “caos percettivo”, Morelli ha compiuto un viaggio dentro se stessa trovando anche la forza necessaria per "affrontare quello che c'è fuori".
E fuori c'è un Paese che ha leggi molto avanzate sulle disabilità ma una cultura dell'accoglienza - umana e istituzionale - sostanzialmente arretrata. Soprattutto per le disabilità gravi e gravissime, il carico emotivo e organizzativo rimane pressoché interamente sulle spalle delle famiglie (e delle donne in particolare), che oltretutto sono oppresse dallo spettro del futuro. La legge sul 'Dopo di noi' (nr. 112/2016), approvata dopo un lungo cammino parlamentare e attesa da anni, ha suscitato aspettative che però cominciano a tramutarsi in delusione poiché la sua applicazione si scontra con ritardi nella riorganizzazione dei servizi e delle strutture territoriali.
L’occasione di incontro con Marina Morelli, presidente dell'associazione 'Come Dopo di Noi',  e con il suo libro è stato un seminario (Roma, 17 giugno 2019), voluto dalla senatrice Annamaria Parente e da alcune associazioni impegnate da anni su questo fronte, sul tema del Dopo di noi per fare il punto a tre anni dall'approvazione della legge. L’appuntamento ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Livia Turco.
"Mia nonna stava morendo - scrive Morelli - e solo in quella fase mi sono interrogata sul 'Dopo di noi', su quello che sarebbe stata la vita delle mie due figlie autistiche". Dallo squarcio che un lutto ha aperto nel suo cuore nasce il libro, racconto-diario dell'incontro e del confronto con l'autismo e delle strade che Marina Morelli ha percorso per cercare le sintonie possibili con le sue bambine e per sperimentare inesplorate modalità di una comunicazione profonda. Morelli è riuscita a superare "il muro invalicabile" che la separava da Arianna e Chiara, infrangendo anche il pregiudizio ignorante che in passato attribuiva ingiustamente alle “mamme frigorifero” le responsabilità di questa forma di disabilità. "L’autismo è un'esperienza limite che mi fa fare l'esperienza del mio limite, continuamente": è una delle mille definizioni dell'amore infinito che ha sorretto Morelli anche, per esempio, nel voler caparbiamente tenere unita la sua famiglia, obiettivo non scontato per una madre separata e, invece, felicemente raggiunto.
A Marina Morelli dobbiamo molto, e non solo per l’esempio di rara dignità con cui affronta la "prova difficilissima" che una “magnifica e terribile” le ha riservato, un impegno che rinnova giorno dopo giorno con una determinazione dolce e granitica. Il suo dono, se possibile ancora più grande, è aver scritto un libro politico e di alto civismo in cui non cede mai alla rabbia e allo sconforto e dove però ribadisce costantemente il diritto delle sue figlie ad essere rispettate in quanto persone. È fermo il richiamo alla società sul suo compito: prendersi cura di chi da solo non può vivere.
"Sarà una missione" è un libro bellissimo e rivoluzionario perché conferma l'idea - oggi apparentemente minoritaria - che tutta l'umanità potrà salvarsi se saprà coltivare la capacità di accoglienza dell'Altro, del Diverso che - sapendolo ascoltare - è portatore di linfa vitale. “I nostri piccoli - osserva Marina - sono esseri ispirati in quanto frequentatori assidui di quello spazio che si trova tra la riflessione e l'immaginazione dove può accadere di imbattersi nel divino, non in senso religioso, ma inteso come tutto ciò che non si conosce".



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