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Francesco nel nome della pace

Francesco nel nome della pace

Il dialogo di Papa Francesco è costante e il suo esempio ci insegna a dialogare in nome della pace e dell’incontro e ci invita al rituale della preghiera condivisa e incondizionata, in ascolto con sentimento pensiero e azione

Venerdi, 26/01/2018 - In occasione della celebrazione della 51esima Giornata Mondiale della Pace il 1 gennaio 2018 instituita da Paolo vi, Papa Francesco nel suo messaggio di pace ha ricordato “i migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” e tra questi Papa Francesco ha voluto ancora una volta ricordare ”… gli oltre 250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati” annoverando le parole pronunciate da Benedetto XVI “sono uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace” e ancora ha aggiunto “Con spirito di misericordia, abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale” Pace e speranza condivisa fra tutti; del resto tutto il Magistero di Papa Francesco è all’insegna del dialogo e della sensibilizzazione degli uomini di buona volontà per eliminare quanto divide, a cominciare dall’odio, dalla violenza, dalla sopraffazione. I suoi discorsi e, le sue partecipazioni non fanno altro che, richiamare al dialogo e, alla necessità di costruire ponti di pace e, per riflettere sui grandi valori universali che, uniscono l’umanità, si riscopre la pace come dono di Dio, ribadendo un netto no ai conflitti, agli estremismi e alla proliferazione delle armi, perché “la guerra non è mai Santa” e come ci ricorda Papa Francesco nel tweet del 9 gennaio @pontifex_it “un anima gioiosa è come una terra buona che, fa crescere bene la vita con, buoni frutti” e così alimenta la pace e, nel video messaggio promosso in vista del viaggio che, ha portato Papa Francesco in Cile e Perù, preceduto dal tweet del 15 gennaio @pontifex_it, Papa Francesco ha sottolineato l’importanza della pace e, della preghiera “Vi chiedo di accompagnare con la preghiera il mio viaggio in Cile e Perù” e, nel videomessaggio dice “Vengo come pellegrino della gioia del Vangelo per condividere con tutti la pace del Signore e confermarvi nella stessa speranza” e il Santo Padre ancora auspica “Desidero farmi partecipe delle vostre gioie, tristezze, difficoltà e speranze, e dirvi che non siete soli che, il Papa è con voi, che la Chiesa intera vi accoglie, che la Chiesa vi guarda” ribadendo ancora l’importanza della pace“con voi desidero sperimentare la pace che, viene da Dio, tanto necessaria; solo Lui ce la può dare “Desidero insieme a voi rendere grazie a Dio per la fede e l’amore per Dio e per i fratelli più bisognosi, specialmente per l’amore che voi avete verso coloro che sono scartati dalla società”contro la cultura dello scarto queste le parole pronunciate da Papa Francesco, a cui faranno seguito i successivi incontri con le popolazioni dell’Amazzonia con, la consegna di Papa Francesco dell’ Enciclica “Laudato Sì” nelle lingue locali in preparazione del Sinodo. E ancora Pace e speranza condivise hanno accompagnato Papa Francesco, durante il viaggio apostolico in Egitto, il 28 e 29 aprile 2017 culminato all’Università di Al-Azhar dove ancora una volta Papa Francesco nel suo intervento alla Conferenza Internazionale della pace organizzata dal prestigioso centro Accademico Sunnita esordendo con un saluto in lingua araba: (Al Salamò Alaikum, la pace sia con voi) torna a ringraziare “mio fratello”il grande Imam Ahmed Al Tayyib per averlo “cortesemente invitato” “offrendo i suoi pensieri traendoli dalla gloriosa storia della terra egiziana”definita da lui come “terra di civiltà e terra di alleanze” e Papa Francesco replica ancora“non vi sarà pace senza un’educazione adeguata delle giovani generazioni” sottolineando che “nel campo del dialogo, specialmente interreligioso, siamo chiamati a camminare insieme, nella convinzione che l’avvenire di tutti dipende dall’incontro tra le religioni e le culture”. Definendo come “esempio incoraggiante”la ripresa del Dialogo tra il Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso e il Comitato di Al-Azhar in una iniziativa congiunta tra il Vaticano e, la prestigiosa Università sunnita dopo la ripresa del dialogo interrotto nel 2011, richiamando tre “orientamenti fondamentali”che aiutano il dialogo: il dovere dell’identità, il coraggio dell’alterità e, la sincerità delle intenzioni”. E ancora Papa Francesco rimarca l’unica alternativa alla civiltà dell’incontro è “l’inciviltà dello scontro e, per contrastare veramente la barbarie di chi soffia sull’odio e incita alla violenza, occorre accompagnare e far maturare generazioni che, rispondono alla logica incendiaria del male con la paziente crescita del bene e che trasformino ogni giorno l’aria inquinata dell’odio nell’ossigeno della fraternità”. Anche durante la visita pastorale a Genova che si è celebrata il 27 maggio 2017, Papa Francesco ha ribadito con sentimento l’importanza della preghiera per ottenere da Dio il dono della pace, sottolineando che con la “forza mite della preghiera” si possono anche fermare le guerre e ottenere la pace. Questi i siti da consultare di interesse: m.vatican.va , it.radiovaticana.va e, la pagina twitter di Papa Francesco da consultare è: www.twitter.com/pontifex.

Domenica Ricci

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