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DOPPIA VITTORIA DELLA FINLANDIA NELLA SEZIONE  “ALICE NELLA CITTÀ” (sezione autonoma e parallela del

DOPPIA VITTORIA DELLA FINLANDIA NELLA SEZIONE “ALICE NELLA CITTÀ” (sezione autonoma e parallela del

Primo premio a ‘The Disciple’ della regista Ulrika Bengts e Menzione speciale a ‘Heart of a Lion’ del regista Dome Karukoski

Mercoledi, 20/11/2013 - La Giuria di ‘Alice nella Città’, composta da 25 ragazzi tra i 14 e i 18 anni, ha dimostrato quest’anno grande maturità e competenza nella scelta dei vincitori, premiando film non facili ma con tematiche forti ed autentiche, provenienti entrambi dalla Finlandia. Non è certo una novità, d’altra parte, che la Scandinavia sforni talenti ed opere di alto livello cinematografico, basti pensare all’esperienza del Dogma ed ai tanti bravi sceneggiatori e registi che producono con rigore opere di spessore, ben scritte e ben dirette: basta menzionare, fra gli altri, la regista danese Susanne Bier, autrice di film bellissimi spesso incentrati sui ragazzi, come “In un mondo migliore”, la pellicola che nel 2011 ha vinto premi prestigiosi fra cui l'Oscar al miglior film straniero. E dunque non a caso anche i due film premiati in ‘Alice nella città’, una delle sezioni più interessanti (benché autonoma e parallela, o forse proprio per questo) del Festival Internazionale del Film di Roma, dedicata alle nuove generazioni, sono entrambi scandinavi, per la precisione finlandesi, nonostante fra le due pellicole sussistano notevoli diversità di stile, sia visivo sia narrativo.

Il primo premio, quello per il Miglior Film del Concorso Young/Adult, è stato assegnato a “The Disciple”, diretto dalla regista Ulrika Bengts e sceneggiato da Jimmy Karlsson e Roland Fauser. Già selezionata a rappresentare la Finlandia agli Oscar, l’opera è ambientata nel 1939 e racconta la storia d’amicizia e rivalità di due teenager alle prese con un uomo severissimo e violento, capitano di marina e guardiano del faro - padre di uno dei ragazzi - su una sperduta isola del Mar Baltico. Il film colpisce per lo stile sobrio dell’esposizione ma tagliente e sfaccettato nel tratteggiare la psicologia dei personaggi, sia i ragazzi sia gli adulti (il padre-padrone soggioga e detta legge, mentre la moglie, una musicista cui il marito ha vietato l’uso del pianoforte, è da lui dipendente e connivente, benché contraria, ai maltrattamenti impartiti ai figli). Il film evidenzia come i due ragazzi, inizialmente amici ed uniti dalla gioia di non essere più soli, a poco a poco diventino rivali nella considerazione del padre, nonostante tutto. Condivisibile la motivazione della giuria, che ha assegnato il premio: “Per la sensibilità con la quale la regista ha affrontato le complesse dinamiche familiari e l’introspezione dei personaggi. Il film è capace di raccontare un ristretto lembo di terra, con pochi personaggi, una storia emozionante che non incontra barriere temporali. Interessante il capovolgimento dell’immagine del faro che, da baluardo di luce e salvezza per i viaggiatori, si trasforma in un luogo soffocante da cui fuggire. Straordinarie infine le interpretazioni dei personaggi tra cui spicca per intensità la figura del padre”.

Completamente diverso il clima della seconda pellicola, che ha meritato la Menzione speciale di Alice, dal titolo ‘Heart of a Lion’ diretto da Dome Karukoski, uno dei registi finlandesi più noti in patria: si tratta di un film durissimo, vietato infatti ai minori di 14 anni, su un gruppo di neo-naziskin, che vanno in giro a fare danni contro cose e persone, accanendosi su zingari e persone di pelle nera, inneggiando alla patria avita (sembra che il fenomeno si stia seriamente espandendo in Finlandia). Tutto ciò finché il capobanda s’innamora perdutamente di una ragazza bianca con un figlio nero, avuto da una precedente relazione: tra scelte drammatiche e situazioni paradossali, la sofferenza attraverserà la vita di tutti i protagonisti e solo dopo sarà possibile ricominciare un dialogo, ed affidare alle generazioni future un barlume di speranza. Personaggi di spessore (non etico ma cinematografico) in un film che spiazza per il realismo, la violenza e la spirale di paura che s’innescano portando tutti verso il baratro, monito alla facilità con cui certi meccanismi possono facilmente tramutarsi in tragedia, anche auto-diretta. La motivazione della Menzione speciale, da parte della Giuria, è stata la seguente: “Per la semplicità puntuale ed incisiva nel descrivere un tema importante e pericolosamente attuale, quello del neonazismo. Per la capacità del cast e la sceneggiatura efficace in grado di riportare senza filtri e con tagliente comicità una realtà crudele quanto folle”.



La decima edizione di ‘Alice nella Città’ si è chiusa con un ottimo bilancio: oltre 23.000 presenze tra pubblico e accreditati, di cui circa 19.000 per le proiezioni dei film (Concorso, Fuori Concorso ed Eventi speciali) e circa 4.000 registrate per tutte le attività aperte al pubblico ad ingresso gratuito, legate al mondo del cinema e parallele al programma ufficiale, che hanno avuto luogo ogni giorno a ‘Casa Alice’. Numerosissime anche le scuole coinvolte nelle proiezioni: 78 classi di elementari, 61 di scuole medie e 259 classi di scuole superiori

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