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Due sorelle e un’azienda agricola: di padre in figlie

Due sorelle e un’azienda agricola: di padre in figlie

L’azienda Agricola Cofone gestita da due giovani sorelle nella Sila Greca in Calabria

Martedi, 12/03/2019 - Cristina e Francesca, di 29 anni la prima e 25 la seconda, con laurea in tasca e futuro davanti, dopo la morte dei loro genitori, decidono di restare nell'azienda di famiglia e di allevare da sole 12 vacche di razze diverse bovine di latte e mucche: pezzate nere, pezzate rosse, brune alpine, e di coltivare vari ettari di terreni a foraggio per l’approvvigionamento degli animali.

L’Azienda agricola Cofone è situata nella Sila Greca, altopiano a circa 1150 metri d’altezza unico in Europa per le sue bellezze e riconosciuto dall'Unesco Riserva della Biosfera, in pratica una delle riserve d’aria più pulita del pianeta.

Gli animali vengono allevati allo stato brado e il latte lavorato ogni mattina per produrre formaggi freschi e mozzarelle. Tutto rigorosamente biologico, come anche le diverse qualità di grano, castagne, fragole, mele e ortaggi. E nel laghetto artificiale si organizzano gare di pesca sportiva.
La storia inizia negli anni ’60, quando il padre Angelo a 17 anni emigra in Svizzera facendo il muratore e il buttafuori. Messi da parte i risparmi, comincia a comprare i terreni e costruire i primi capannoni, e così negli anni ’90 si trasferisce definitivamente in Sila dove mette a regime l’Azienda insieme alla moglie.

Dopo la morte dei due genitori a distanza di due anni l’uno dall'altro, le due ragazze decidono di prendere in mano l’Azienda. “Non abbiamo mai pensato di lasciare la nostra terra, anche se ci avrebbero accolte in Svizzera i nostri fratelli. Molti ci dicevano che due ragazze sole non sarebbero riuscite a portare avanti un’azienda e a fare lavori maschili”.

Invece dal 2015, nonostante le difficoltà e la crisi che investe il settore da nord a sud, hanno trovato riscontri positivi portando avanti la produzione e affermandosi nel mercato altamente competitivo, nonostante una mentalità antiquata le volesse sposate perché in quanto donne “ci dicevano di sposarci perché ci ritenevano incapaci di vivere in maniera indipendente e di svolgere un lavoro come il nostro”, che non consiste solo nell'allevare le mucche, ma nello svolgere a volte anche lavori edili.

Ma il sogno dei genitori era quello di realizzare un piccolo caseificio e di trasformare il latte in latticini e in caciocavallo tipico della zona.
Sogno realizzato, grazie anche all'appoggio della Coldiretti Giovani che ha dato alle giovani donne la possibilità di confrontarsi, di viaggiare e conoscere altre imprenditrici e imprenditori agricoli in tutt’Italia.

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