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CASA INTERNAZIONALE DONNE DI ROMA. UN PRIMO PASSO

CASA INTERNAZIONALE DONNE DI ROMA. UN PRIMO PASSO

Forti della grande mobilitazione, un primo confronto aperto e costruttivo con l’Amministrazione comunale. Nuova assemblea convocata per lunedì 20 novembre

Mercoledi, 15/11/2017 - Dopo i tantissimi messaggi di stupore, rabbia, di solidarietà alla CasaInternazionale e dopo le prime concrete azioni disostegno come la raccolta di migliaia di firme per una petizione rivolta alla Sindaca Raggi l’Assemblea affollatissima che si è tenuta il 13 novembre nel salone della Casa delle Donne di Roma ha dato la fisicità e la forza viva di volti e di parole di tante presenti per difendere un luogo che, dopo la minaccia di sfratto, ancora di più si è sentito proprio da parte di tantissime. comunicato stampa
Una sala straripante, tanto che moltissime sono state costrette a seguire l’Assemblea in altri locali attraverso streaming. Una Assemblea che non solo ha testimoniato che veramente “lacasasiamotutte“ ma ha potuto tracciare con interventi rapidi ma pieni di passione pensieri, proposte e linee per un percorso di una comune battaglia politica. Prima di tutto per opporsi ad ogni azione della amministrazione capitolina che intenda annullare un luogo che oltre ad essere un simbolo forte del movimento femminista e delle donne di Roma è uno spazio vissuto da migliaia e migliaia di donne e non solo (bambini, famiglie, uomini), che negli anni hanno potuto godere di un luogo bello di accoglienza, ascolto, di servizi mirati per promuovere i propri diritti , cultura, creatività libera. Basti pensare al ruolo unico e prezioso ricoperto in questi anni da Archivia, biblioteca aperta e centro di cura e accesso ai tesori di carta racchiusi dentro decine e decine di Archivi del movimento delle donne qui raccolti e ben conservati.
Il senso della Assemblea è tracciato velocemente dalla presidente Francesca Koch con parole piene di emozione per la risposta forte e velocissima data da tante donne. Il percorso di lotta e di trattativa sarà lungo, dice Francesca che riassume il grande lavoro fatto già in questi ultimi anni dalle donne del Direttivo della casa per costruire un piano di rinegoziazione con il Comune che parta dal riconoscimento, quantificabile anche in termini economici, del valore delle cose che la Casa produce per la città e le donne.
Una Casa impegnativa per la gravosità anche economica della gestione, che ha creato anche buona occupazione di donne, che è cresciuta sulla base degli impegni perlopiù volontari di tantissime donne e associazioni, in accoglienza, servizi, che è uno spazio di libertà e espressione sociale e politica di tante realtà che stanno anche in luoghi diversi dalla Casa.
Frutto della mobilitazione, aggiunge Francesca è l’incontro preannunciato il giorno dopo, 14 novembre, con rappresentanti della amministrazione capitolina, che darà il via formale alla trattativa.
Tantissimi gli interventi: donne di vecchia militanza femminista, donne che sono state protagoniste della storia che via via ha prodotto la nascita e lo sviluppo a Roma di un progetto così grande come è quello di una Casa Internazionale.
Hanno parlato tante donne che hanno conosciuto e frequentato la Casa anche senza avere una storia collettiva precedente ma che si sono sentite togliere un bene che adesso sentono essere loro.
Interventi appassionati, alcuni emozionanti, che hanno raccontato come la Casa sia stata per loro luogo di sostegno, di restituzione di una identità. Donne rappresentanti di istituzioni che si sono messe a disposizione per aiutare il percorso di negoziazione, donne di gruppi femminili e femministi romani, rappresentanti del terzo settore. Ha portato i suoi saluti anche il coordinatore della rete che da tempo a Roma è mobilitata contro gli sfratti portati avanti dalla amministrazione contro decine di associazioni che svolgono importanti funzioni sociali. Si è parlato del valore dei servizi e del grande lavoro di aggregazione e accoglienza anche culturale che la Casa fa ogni giorno ma anche della importanza che si riscopra in maniera più forte il valore politico di questa storia del femminismo. Si sono fatte proposte di mobilitazione permanente, ci si è date tutte appuntamento alla giornata del 25 novembrecome giornata di lotta anche attorno alla difesa della Casa.
Qualche donna parlamentare ha fatto riferimento anche alle nuove leggi sul Terzo settore che prevedono nuove regole per la gestione di Beni Comuni, prevedendo anche la possibilità di concessioni alle associazioni in comodato gratuito.
“Siamo amorose e non morose - dice una delle femministe storiche della Casa e ribadisce insieme a molte altre -siamo pronte se necessario con i sacchi a pelo”.
Le donne del Direttivo della Casa possono andare con questa grande forza alle spalle e nel cuore all’incontro previsto il giorno successivo con l’Assessora al Patrimonio Rosalba Castiglione, l’Assessora alle pari Opportunità Flavia Marzano e la dirigente dell’Dipartimento al patrimonio Stefania Grassia.
Un incontro che ha aperto una strada, come dice il comunicato della Casa perché “le Assessore si sono dette aperte ad aprire un tavolo di confronto che sarà convocato ai primi di dicembre”. Disponibilità confermata dal comunicato del Comune che parla di “ un confronto aperto e costruttivo” dichiarando che “ siamo sicure alla luce dei nuovi elementi esaminati di potere arrivare ad una soluzione condivisa”.
Siamo all’inizio di una strada certo non semplice e quindi è essenziale che la mobilitazione delle donne continui e cresca a livello nazionale e internazionale, anche con iniziative concrete di solidarietà e sostegno, che sono già partite.
Intanto è convocata una nuova Assemblea delle Associazioni della casa lunedì 20 novembre per decidere le prossime iniziative da intraprendere.

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