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“Visages, Villages”: girando la Francia con Agnès Varda, a caccia di scatti e di storie

“Visages, Villages”: girando la Francia con Agnès Varda, a caccia di scatti e di storie

Giunge nelle sale il docu-film pluripremiato, che racconta il viaggio della regista quasi novantenne con il giovane artista e fotografo JD, un incontro di anime, cinema e personaggi incredibili

Martedi, 20/03/2018 - Agnès Varda, fotografa e regista belga naturalizzata in Francia, cresciuta artisticamente all’interno di movimenti come la Nouvelle Vague e la Rive Gauche, prima donna ad aver ricevuto un Premio Oscar alla carriera nel 2017 (consegnatole da Angelina Jolie!) e femminista indipendente, ha attraversato ormai quasi un secolo di cinema e di vita, eppure la passione e la curiosità per le immagini ed il mondo non sembrano in lei minimamente diminuite.

Dopo aver incontrato, grazie alla figlia Rosalie, lo street artist JD - un talentuoso fotografo che scatta gigantografie e le incolla ai muri per creare legami sociali e sviluppare arte e benessere fra esseri umani - Agnès ha deciso di intraprendere insieme a lui un itinerario, umano e professionale, che si è poi trasformato nell’originale documentario “Visages, villages” (premiato a Cannes con L’Oeil D’Or per il miglior documentario), (trailer) un tour della Francia rurale e popolare, a bordo di un furgone fotografico, per incontrare persone, ascoltarle, fotografarle ed incollare le loro effigi su case, muri, sassi enormi. Mentre con allegria e grazia i due artisti diversissimi, e non solo per età, attraversano luoghi e narrazioni, rimangono impressi nello spettatore racconti e volti, soprattutto al femminile: una donna, figlia di un minatore, che non vuole vendere la casa in cui vive, ultima rimasta in un quartiere vicino alle miniere ormai in disuso, in ricordo di suo padre; le mogli degli scaricatori del porto di Le Havre, ascoltate, immortalate (per una volta ‘sotto i riflettori’, invece dei mariti in sciopero) e valorizzate anche nel loro sostegno alla lotte sindacali; l’allevatrice di capre che difende l’integrità delle corna di questi animali, contro la massa che ormai le taglia in nome di una produzione più cospicua e rapida (senza conflitti si produce di più e meglio).

“I nostri sono stati incontri reali, autentici, con le persone - ha affermato la Varda - io filmandole e JR facendo loro grandissime foto che li rendevano quasi degli eroi. Avevamo con le persone incontrate una grande empatia, loro non erano solo ‘modelli’ al contrario, noi volevamo metterli in primo piano e perciò avevamo bisogno del loro coinvolgimento attivo nel progetto, loro l’hanno capito ed hanno partecipato con grande trasporto, Abbiamo affermato che l’arte è per tutti e, come ci ha detto un operaio di una fabbrica, è fatta per sorprenderci”.

La ‘missione’ dei due artisti dà voce a tante persone che in genere non ne hanno, mentre al contempo si sviluppa una tenera amicizia fra i due protagonisti, Agnès e JD: lui non si toglie mai gli occhiali e porta sempre il cappello, lei porta indomita una pettinatura a caschetto bicolore e veste colori variopinti. Il rispetto profondo e l’evoluzione della conoscenza fra i due dà vita ad un’alchimia che funziona e porta il furgoncino dei sogni al mare, fra i ricordi di Agnès e quelli di Godard (che dà un appuntamento ad Agnès, sua amica storica, ma poi non le apre la porta) mentre la marea dell’oceano sale e scende senza tregua e l’onda notturna spazza via le opere incollate sulle rocce, a sancire quanto effimeri siano la vita e l’operato di ciascuno di noi, e la possibilità che essi vivano solo nella memoria. Sia pur ai confini della legalità (come in ‘Sans toi ni loi’, Leone d'Oro a Venezia nel 1985), il furgoncino erogatore delle immense foto svolge questa funzione rigeneratrice e di trasmissione di ricordi.

Il film ha preso vita con un’operazione di crowfunding via web (‘un’operazione inusuale per una cineasta d’altri tempi’ ha detto la Varda) che ha raccolto rapidamente i soldi necessari dando la possibilità al progetto di partire, poi è subentrata una vera produzione: scorrono nei titoli nomi di tutti coloro che hanno partecipato economicamente alla realizzazione del film.

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