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 “Taci anzi parla”: il Festival della violenza illustrata

“Taci anzi parla”: il Festival della violenza illustrata

A Bologna fino al 4 dicembre continuano le iniziative della XIII edizione Festival della violenza illustrata

Giovedi, 29/11/2018 - Fino al 4 dicembre continuano le iniziative e gli eventi legati al Festival della violenza illustrata, XIII edizione organizzata dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. "Taci, anzi parla" è il titolo.
Riportiamo l'introduzione del volantino che annuncia e spiega l'appuntamento, firmato da Valeria D’Onofrio, Alessandra Gribaldo e Anna Pramstrahler.
"Il titolo di quest’anno “Taci anzi parla” intende ricondurre al dibattito che ha avuto grande spazio nell’informazione mainstream e non solo: la narrazione, il racconto in prima persona, l’uscita collettiva delle donne che hanno subito violenza a partire dal mondo del cinema e
dello spettacolo fino agli spazi del lavoro e della quotidianità di ognuna.
Le reazioni, spesso scomposte, davanti alla denuncia collettiva e pubblica dell’abuso maschile sono sintomatiche della reazione
difensiva di un sistema che teme la sua delegittimazione grazie ad un atto che è portatore di una potenza politica inaspettata.
La presa di parola di ogni donna che racconta la violenza subita ha molteplici significati. E’ una richiesta di condivisione e riconoscimento
affinché non accada più, e, insieme, partecipa di un processo inarrestabile di rivendicazione e cambiamento possibile che va al di là dell’esperienza singola.
La narrazione di sé delle donne che quotidianamente si mettono in contatto con il Centro antiviolenza incontra la capacità di ascolto di
altre donne. Questo incontro è frutto di pratiche coraggiose e mai scontate, che hanno una storia densa e stratificata, e che si costruiscono costantemente.
La presa di parola delle donne sarà il tema centrale del Festival 2018 nelle sue varie declinazioni: dalla telefonata al centro antiviolenza
al movimento internazionale di denuncia e presa di posizione (#metoo), all’uscita dal silenzio come momento di condivisione e di
ribellione.
La disegnatrice Rita Petruccioli ci ha regalato l’immagine di copertina, a partire dalla nostra sollecitazione, che rimanda alla molteplicità dei modi di espressione e dei diversi sentire che li accompagnano: paura, rabbia, gioia, condivisione. Le parole di Carla Lonzi “Taci, anzi parla”, dal titolo di un suo testo che risale al 1978, ci indicano come sia ancora importante e rivoluzionaria la presa di parola delle donne. Ma anche quanto questo imperativo sia, nella cultura femminista, costantemente messo in tensione produttiva con riflessioni e pause, il confronto con le soggettività, le scelte, e le diverse pratiche di ogni singola donna, nel riconoscimento delle differenze che attraversano il genere femminile.
Si tratta di una presa di parola che implica un ripensamento della possibilità di espressione, una presa di parola che prevede la necessità di inventare un nuovo linguaggio condiviso che sappia prendere in carico le molteplicità, i dubbi, le richieste, le risposte, i silenzi di tutte.
Rivendichiamo non solo il desiderio e la forza nell’atto di prendere la parola, dunque, ma anche la necessità di cambiare le condizioni -economiche, sociali e culturali, in sintesi, politiche- in cui le donne prendono la parola. Questo cambiamento è capace di fornire un nuovo significato alle nozioni di resistenza, vulnerabilità, forza, relazione, resilienza, solidarietà: in sostanza significa immaginare e proporre una diversa idea di società, come rivendicato dal movimento Non Una Di Meno e dalle prese di posizione contro il ddl Pillon.
Giunto alla sua tredicesima edizione il Festival - unico in Italia nel proporre azioni e riflessioni coordinate in contrasto alla violenza
contro le donne - propone più di 60 eventi di sensibilizzazione alla violenza di genere che includono presentazioni di libri, spettacoli
teatrali, seminari, convegni, laboratori di formazione e di empowerment, incontri, proiezioni di film, mostre, istallazioni. Per nostra scelta il Festival è pensato come spazio di espressione di tante associazioni di donne e miste, enti e istituzioni che collaborano per la
realizzazione del ricco calendario, senza i quali il Festival non potrebbe esistere.
Torniamo quest’anno in diversi luoghi della città: dall’Archiginnasio che ospita l’incontro pubblico su genere e linguaggio alla Sala
Borsa con una istallazione di filo di lana, alla Biblioteca Cabral con la presentazione di un percorso di educazione antiviolenta che ha visto
la partecipazione attiva dei centri antiviolenza dell’Emilia Romagna, all’Oratorio San Filippo Neri con uno spettacolo teatrale e un dibattito.
Il seminario sulla violenza assistita a cura del Tribunale minorile di Bologna, i laboratori per operatrici che lavorano con donne richiedenti
asilo in collaborazione con Escapes, il seminario su donne e disabilità in collaborazione con l’associazione Accaparlante, porteranno
l’attenzione a testimonianze differenti e alla possibilità di riconoscerle nella loro complessità.
Continua la collaborazione con il Festival Bilbolbul con l’obiettivo di narrare e innescare riflessioni attraverso l’immagine così come con
l’Istituzione Biblioteche di Bologna, attraverso diverse iniziative tra cui una bibliografia ragionata sul tema: le proposte di lettura saranno
disponibili presso le 17 biblioteche aderenti; l’ Università di Bologna porta il suo contributo in vari eventi, non ultimo una riflessione
sulla violenza di genere nello spazio virtuale. Il felice incontro tra Festival e il collettivo Cheap porta sui muri di Bologna il lavoro di Miss Me, una delle autrici femministe più radicali e potenti della scena internazionale della street art".
Valeria D’Onofrio
Alessandra Gribaldo
Anna Pramstrahler



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