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“Cosa resta della rivoluzione?”: riflettendo con leggerezza sul mito e l’eredità del ‘68

“Cosa resta della rivoluzione?”: riflettendo con leggerezza sul mito e l’eredità del ‘68

Uscirà a fine agosto con Wanted Cinema la commedia brillante diretta e interpretata dall’attrice francese Judith Davis

Mercoledi, 05/08/2020 - Il significativo sottotitolo del film “Cosa resta della Rivoluzione?” (trailer), prima opera registica dell’attrice francese Judith Davis, recita: ‘commedia brillante per chi vuole cambiare il mondo’ e racchiude esattamente lo spirito di questa pellicola anticonformista perseguendo due obiettivi principali, realizzare una commedia intelligente ed ironica sull’attivismo politico (e sulle sue delusioni) e rivolgersi ad un pubblico che voglia, comunque, oggi come negli anni Sessanta e Settanta, impegnarsi ancora a trasformare il mondo.

La regista/attrice Judith Davis (già interprete in “Viva la libertà” di Roberto Andò), nei panni della protagonista, indaga e riflette con leggerezza ed acume, sull’eredità e sul mito del Sessantotto nell’attuale epoca di crisi (dei valori? delle ideologie? dell’impegno attivo?), esortando alla necessità di promuovere e attuare un cambiamento nella società contemporanea, attraverso la storia di Angèle, una giovane urbanista parigina, eroina donchisciottesca figlia di attivisti, che rifiuta il tramonto dell’impegno politico e delle utopie tipico di buona parte delle nuove generazioni, considerando una vera e propria maledizione quella di “essere nata troppo tardi”.

Tornata a vivere dal padre, unico familiare rimasto fedele agli ideali maoisti (la madre si è ritirata in campagna), Angèle va disperatamente in cerca di un equilibrio, sfruttata e sottopagata al lavoro, rifugge in ogni modo gli incontri romantici e si sforza di cambiare il mondo nel suo piccolo, istituendo un minuscolo collettivo civico. Ma le sue certezze verranno sconvolte dalla conoscenza del bizzarro Saïd e dalla scoperta di una imprevista verità familiare.

“Il film è nato da uno spettacolo realizzato con il collettivo teatrale che ho creato ma non è un adattamento – ha raccontato Judith Davis – “Cosa resta della rivoluzione” è un racconto più intimo, che risponde al mio desiderio di confrontarmi per l’ennesima volta con l’ingombrante eredità lasciata dal maggio del ’68, vero e proprio ‘totem’, perché ogni volta che nasce un movimento di contestazione sembra lo si debba sempre e comunque confrontare con il maggio francese, come se non fossimo autorizzati a reinventare modelli di impegno politico perché sempre al di sotto di quelli nati in quel periodo. La protagonista, Angèle, viene dalla cultura di sinistra nata tra gli anni ’60 e ’70, ha però un lato anacronistico che la porta a sviluppare una rabbia secondo un modello di impegno tipico di quell’epoca. Per lei, tutto ciò che ha a che fare con la propria intimità ha meno importanza rispetto agli ideali, cosa che capisco molto bene in quanto anch’io ho ereditato l’idea secondo cui la famiglia è un valore borghese. Il percorso di Angèle consiste quindi nell’imparare ad accettare che coesistano l’impegno politico e la vita privata.”

“Cosa resta della rivoluzione”, realizzato con il sostegno dei produttori de “Il giovane Karl Marx”, la Agat Films & Cie di Robert Guediguian, arriverà nelle sale italiane giovedì 27 agosto, segnando l’avvio della nuova stagione cinematografica di Wanted Cinema.

JUDITH DAVIS: Classe 1982, Judith Davis studiava filosofia all’Università quando ha incontrato gli attori del collettivo fiammingo Tg STAN. Da allora si dedica al teatro con “L’Avantage du doute” (compagnia fondata nel 2008 con Claire Dumas, Mélanie Bestel, Nadir Legrand e Simon Bakhouche, registi e sceneggiatori che recitano come attori nel film) e con l’artista portoghese Tiago Rodrigues e il drammaturgo Mani Soleymanlou. Al cinema, ha recitato in ruoli da protagonista (Je te mangerais di Sophie Laloy, A une heure incertaine di Carlos Saboga, la mini-serie Virage Nord di Virginie Sauveur) e secondari (Le Week-end di Roger Mitchell, Viva la libertà di Roberto Andò, I miei giorni più belli di Arnaud Desplechin), prima di debuttare alla regia con Cosa resta della rivoluzione.

WANTED CINEMA: è una società di distribuzione fondata nel 2014, che nel giro di pochi anni è diventata un punto di riferimento nel mercato cinematografico italiano, proponendosi con una linea editoriale molto chiara: un cinema di ricerca e "ricercato", per un pubblico che si aspetta non soltanto divertimento, ma anche pensiero, stimolo, dibattito, sorpresa, approfondimento. Un catalogo di oltre 70 titoli, tra film e documentari, vincitori nei principali festival nazionali e internazionali: premi del pubblico, della critica e con ottimi riscontri al Box Office. Tra questi: Il giovane Karl Marx, Lucky, David Lynch. The art of life, I’m not your negro. Nel 2016 partecipa a un bando di crowd-funding del Comune di Milano e viene scelta tra le realtà meritevoli di essere supportate: la campagna è vincente e vede la nascita del CineWanted, realtà finalizzata a promuovere un’idea di cinema nuovo e socialmente impegnato. (wantedcinema.eu/catalogo).

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