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"ANNI ’70: IO C’ERO. Ragazze di ieri e ragazze di oggi"

I miei ricordi di femminista storica

Mercoledi, 07/03/2018 - Sono una ragazza di ieri e noi ragazze di ieri avevamo un problema non indifferente: riuscire a sopportare la pressione dei nostri genitori e di tutta la società in assetto di guerra permanente affinché fossimo sessualmente IN-disponibili. Ciò al preciso scopo di giungere al fatidico giorno del fatidico Sì, perfettamente illibate, dal verbo libare che vuol dire bere, cioè non-bevute da alcuno, cioè integre, intonse e immacolate….proprio come la Madonna. Il comandamento per noi figlie femmine si fondava su tre divieti: 1) vietati abiti troppo attillati o troppo corti o troppo scollati o troppo colorati, 2) vietati rapporti confidenziali con i maschi, e 3) vietati sguardi allusivi o seduttivi, da sostituire con l’espressione melensa e bacchettona della mammina celeste (vedi foto sopra).
Insomma le restrizioni erano talmente tante che voi ragazze di oggi non ve le potete neanche immaginare. E se le trasgredivi, perdevi la qualifica di ragazza perbene che non era una disgrazia da poco, al contrario scendevi rovinosamente in fondo alla quotazione di mercato del matrimonio, il che poteva comportare un drammatico zitellaggio a vita. Drammatico nel senso che se non avevi di che vivere, rischiavi di fare una brutta fine ma così brutta che non la voglio neanche menzionare.
Erano i tempi in cui Nilla pizzi cantava: “Tua, fra le braccia tue, per morir così”.
Erano i tempi in cui si ballava il tango “Se amore vuol dire gelosia, chi mai ti amerà più di me?”.
Un lercio romanticume sul quale cominciammo a interrogarci, riflettere, sospettare…e alla fine alzare il sipario!
Negli anni '70 scoppia il femminismo e siamo proprio noi, le ragazze di ieri che per la prima volta nella storia, scendiamo in piazza per interrompere il millenario soliloquio del maschio con se stesso, e reclamare a gran voce il diritto di uscire dalle prigioni domestiche, entrare negli atenei, irrompere nel mondo del lavoro, cancellare il matrimonio riparatore, abolire il delitto d’onore, riconoscere i figli naturali, denunziare i maltrattanti e gli stupratori, ottenere la parità genitoriale… e tanto altro ancora. Volevamo riprenderci quella vita, quel corpo, quell’identità di cui ci avevano espropriate nei secoli: figlie di…sorelle di…mogli di…. madri di….
Insomma volevamo autodeterminarci, cioè essere padrone della nostra vita e protagoniste del nostro destino. Io sono mia!
Cominciammo a scriverlo sui volantini, sui fogli ciclostilati, sui libri, sui muri…e perfino sulla faccia! Io sono mia, accidenti! Possibile che tutti legiferano e pontificano sul nostro corpo e noi, le proprietarie, no? E fu così che l’8 marzo divenne il nostro giorno sacro.
La risposta dei maschi non si fece attendere e fu una risposta vieppiù repressiva, punitiva e cruenta. Un crescendo di azioni, di idee e di manovre tutte dirette a cancellare ogni e qualsiasi pretesa di diritti:
Volete uscire di casa? Volete dire basta ai matrimoni combinati e scegliere voi chi amare e chi no? Ok. Avrete più stupri, più abusi e più prostituzione.
Volete entrare nei templi maschili? Governi, parlamenti, tribunali, banche, redazioni… Avrete più molestie, più ricatti, più umiliazioni e meno soldi.
Volete la parità in famiglia? Avrete calci sui denti, pestaggi, coltellate e femminicidi.
Perché la violenza maschile obbedisce ad una legge soltanto, quella legge di fisica secondo la quale ad ogni azione (delle donne) corrisponde una reazione (del patriarcato). E, di fatto, è stato un crescendo di azioni, idee, manovre finché oggi le ragazze subiscono la pressione opposta: rendersi disponibili. Sempre, comunque, dovunque e con chiunque. Sull’esempio di un’altra Madonna. La cantante.
Un salto da niente …
Da allora le donne vengono sempre più molestate, spogliate, ricattate, prostituite, picchiate, massacrate, uccise. Con la stessa atavica pervicacia dei loro progenitori della clava, infatti, accanto alla tradizionale prostituzione propriamente detta, oggi i maschi pretendono una sorta di prostituzione “diffusa”, tale che assicuri loro la disponibilità non soltanto delle sex worker (come le chiamano loro per far passare come una professione la compravendita di carne umana femminile) ma la disponibilità di tutte le donne… per poi aggiungere al danno la beffa gratificandole con la vecchia “le donne sono tutte puttane”!

E siccome non vogliamo piegare il collo, siccome non vogliamo accettare di essere inferiori ai maschi e ad essi sottomesse, i poveri maschi sono costretti ad ammazzarci.

“Il corpo delle donne – dice Emma Bonino – è un campo di battaglia perché appartiene sempre a qualcuno, e sennò perché il comandamento più famoso del mondo direbbe: non desiderare la donna d’altri?”.
Per chi non lo sapesse, infatti, è stato proprio inventandosi tutta una gamma di religioni in linea esclusivamente maschile, che i maschi si sono auto-deificati istituzionalizzando il possesso delle donne. Per ovvio contrappasso, il femminismo, colpevole di avere affermato che il corpo delle donne appartiene alle donne, è stato demonizzato fino alla scomunica, alla tortura e al rogo!

Tutto ciò malgrado le donne siamo così irraggiungibilmente straordinarie ed meravigliose, guardate un po’ che cosa siamo riuscite a fare:
da così: 1900 – P.J. Moebius “L’inferiorità mentale della donna”
a così: 2016 – Renzo Taglietti “La naturale superiorità delle donne”
E scusate se è poco!

Ecco perché, care ragazze di oggi, voi che non avete fatto nulla di così ardimentoso, avete il dovere di difendere con le unghie e con i denti quello che noi ragazze di ieri abbiamo fatto per voi, e non soltanto in nome della giustizia, ma nel vostro preciso interesse. E, lasciatemelo dire, nell’interesse dell’intero genere umano perché se le redini del pianeta continueranno ancora ad essere nelle mani di questi grandi penati col cervello avariato (Trump, Putin, Kim Jong ... tal quali come Hitler, Stalin, Pol Pot….) nelle mani di queste belve assetate di sangue e delle mega-associazioni patriarcali specializzate nell’accumulare ricchezza, stuprare donne, abusare bambini e fare le guerre. Finché saranno nelle mani di questi brutti ceffi che amano la trinità sesso-potere-morte, il futuro di questo pianeta si accorcerà sempre più, irreversibilmente. Alcuni uomini illuminati hanno già detto e continuano a ripeterlo, che soltanto se le redini passano alle donne, il mondo avrà qualche chance di sopravvivenza allo scempio che ne hanno fatto i maschi.
E ci avvertono che siamo davanti all’ultimo bivio, laddove il rispetto per le donne, l’amore per le donne, la saggezza delle donne, sono la sola ed unica via di salvezza per l’umanità.

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