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Al teatro di Elisa Novembrini si riscoprono i sogni e si liberano i desideri

Al teatro di Elisa Novembrini si riscoprono i sogni e si liberano i desideri

Il 6 e 7 luglio al Teatro Tor di Nona va in scena "Io ti amo, io ti cerco, io ti voglio", il lavoro del laboratorio KyubiLab

Giovedi, 27/06/2019 - La fabbrica è un luogo concreto, in cui si producono merci da vendere e dove i conti devono tornare. La fabbrica dove la regista Elisa Novembrini ambienta il suo “Io ti amo, io ti cerco, io ti voglio” è un luogo simbolico del sogno mancato, dove le vite scorrono “con quella giusta dose di abnegazione e pena che non ci fanno fare domande”.
Ma tutto può cambiare e un misterioso chitarrista è ‘l’imprevisto’, è il fattore che altera gli equilibri e scatena il caos. Questa la trama della pièce che va in sciena il 6 e 7 luglio al Teatro Tor di Nona (Roma).
Gli attori - Gabriele Bax, Luigi Brocchi, Dario Cacioni, Nicoletta Di Ciero, Elena Eramo, Davide Inzillo, Flavia Manca, Gloria Napoletano, Cristian Piperno – sono i “giovani adulti” che frequentano KyubiLab, il laboratorio teatrale che Novembrini conduce da tre anni. “Questa volta ho tentato una nuova drammaturgia facendomi ispirare dal gruppo dei nove partecipanti e da un’esigenza che ho avvertito spesso durante la stagione 2018/2019. Esigenza presente mentre ero in scena, alle prove, quando incontravo lo sguardo di qualcuno in cui improvvisamente mi riconoscevo, nei corpi stanchi ma trepidanti dei miei allievi, tornando a casa con l’autobus o in macchina con la radio che fa compagnia e trasmette suoni e parole di una canzone amica” spiega la giovane regista, precisando che lo spettacolo “contiene una dedica speciale alla musica” a partire dal titolo, che è il ritornello di una canzone.
Il motivetto, apparentemente innocuo, è destinato a risvegliare ciò che si ama della vita, l’emozione sopita di ciò che davvero appassiona. “Gli operai di questa strana fabbrica non osano chiedere di più, e chi ci prova è in difficoltà nel riconoscersi il valore di ciò che è e che sogna”. La musica è il fattore scatenante che “mette in discussione tutto: lo spazio, il tempo, la percezione che abbiamo di noi stessi e degli altri ed è un evento irreversibile, che impone agli altri personaggi una scelta”. Insomma anche la via per la gioia è costellata di inciampi, ma è percorribile!


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