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Agricoltura. Dalla tradizione al futuro

Agricoltura. Dalla tradizione al futuro

Donne in campo - Un progetto che viene da lontano e si proietta in avanti. A raccontarlo รจ Maria Matilde Iungano, presidente di Donne in Campo della Basilicata

Bartolini Tiziana Lunedi, 13/06/2016 - Articolo pubblicato nel mensile NoiDonne di Giugno 2016

"Arrivo alla guida dell’azienda di famiglia dopo mio padre e mio nonno. L’orgoglio di essere, con me, alla terza generazione è tanto, ma ho dovuto lottare non poco per farmi accettare e per affermare una nuova impostazione e la mia gestione femminile”. A Maria Matilde Iungano (43 anni), presidente di Donne in Campo Basilicata, non manca la determinazione. Idee chiare e sguardo lungo sullo sviluppo che immagina per il futuro della sua impresa agricola, situata in zona collinare a Forenza (835 slm) in provincia di Potenza. “La destinazione dei 300 ettari era sempre stata a produzioni intensive di cereali, grano (che era venduto alla Barilla), uliveti e vigneti. Nella mia gestione li ho un po’ ridotti e ho diversificato le produzioni. Ho avviato la produzione di frutti antichi facendo innesti su alberi selvatici e sto lavorando al recupero delle piane autoctone e dei frutti dimenticati, prevalentemente mele. Il progetto è ancora in fase sperimentale e copriamo solo il mercato locale con mele annurche, mele ghiaccio e le mele olio, specie che non si trovano più da nessuna parte. Poi sto recuperando e producendo grani antichi”. Un raffinato e impegnativo percorso di sperimentazione che Matilde ha intrapreso per sviluppare della sua impresa puntando alla valorizzazione del legame tra i prodotti, il territorio, le tradizioni e l’ambiente. “Il mio obiettivo è affiancare alla produzione anche la trasformazione di una parte dei miei prodotti”. Idee chiare e sguardo lungo, appunto, che declina con la creazione di una filiera territoriale e di qualità. Ma c’è dell’altro ad alimentare questa visione armonica della terra, dei suoi prodotti e della loro fruizione. “Da venti anni faccio ricerca sulle ricette antiche e sui piatti tipici lucani. Non mi definisco una chef, ho solo unito la mia passione per la cucina con la curiosità e l’amore per la mia regione”. La consapevolezza di essere diventata un’esperta della cucina rurale ha permesso a Matilde Iungano di declinare le sue competenze in chiave innovativa sempre nel rispetto delle tradizioni e del legame identitario con le peculiarità del territorio. Questo intreccio è alla base dell’Agricatering, progetto avviato in Basilicata e in Toscana, che propone pranzi e rinfreschi preparati esclusivamente con prodotti locali quindi a filiera corta. “I miei buffet offrono menu tipicamente regionali realizzati esclusivamente con i prodotti delle nostre aziende. Con Donne in Campo abbiamo fatto un bel lavoro di recupero e il progetto Spesa in Campagna è indispensabile anche per coinvolgere i piccoli produttori, che sono fornitori ideali per l’Agricatering. Con altre imprenditrici agricole della regione abbiamo creato una rete con una specie di carta d'identità, non ci sono menu griffati ma garantiamo che tutto è autentico”. La qualità è il sigillo che fa la differenza e i consumatori, aggiunge, se ne accorgono. Affermazioni categoriche, quelle di Iungano, di cui si fa garante - come si dice in politica - mettendoci la faccia. Cosa che avviene puntualmente apparendo in tv, con una rubrica sulle ricette antiche che tiene da tre anni al Tg3 regionale. Anche qui c’è un’idea complessiva a muovere l’insieme. Una visione di sistema cui il ‘ciclone’ Matilde sta lavorando in collaborazione con Alsia (Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in agricoltura). “C’è un progetto per riportare le pietanze più particolari negli agriturismi ed è in pubblicazione una raccolta di ricette con gli antichi ingredienti, rivisitando il tutto per renderlo gradevole al nostro palato anche grazie agli studi del Cnr”. Un perno importante del progetto di rivalutazione storica e gastronomica è l’antica Via Herculia (www.viaherculia.it) cui si aggiungerà un percorso tra i vecchi mulini. “Con la rete e con l’organizzazione della distribuzione cerchiamo di superare i problemi dovuti alle distanze e alla natura del nostro territorio. Stiamo attrezzandoci in vista del flusso previsto nel 2019, quando Matera sarà la Capitale europea della cultura (www.matera-basilicata2019.it). È un’occasione che non vogliamo perdere e già vediamo un incremento delle visite con le navi da crociera che attraccano a Bari e i turisti che arrivano in pullman a Matera. Qui devono trovare i nostri prodotti in luoghi destinati alle degustazioni e proposte di menù studiati per loro, che parlino della nostra regione e della nostra cultura. Entro l’anno contiamo di essere pronti!”. Non c’è dubbio: Matilde ce la farà. E con lei ce la faranno la Basilicata e tutte le Donne in Campo!



 








RICETTE

Tratte da: http://www.viaherculia.it/vh/page/1458/1/2013/Le_ricette_della_Via_Herculi




#foto5dx#LAGANE E CECI (4 persone). Ceci g 250, Lagane g 300, Guanciale g 50, Olio extravergine di oliva Dop Vulture ml 100, Aglio spicchi n. 2, Prezzemolo tritato q.b, Sale q.b, Pepe macinato fresco q.b.


Cuocere i ceci e tenere da parte l’acqua di cottura. Mettere in un tegame la metà dell’olio, l’aglio schiacciato e il guanciale a dadini e soffriggere. Quando l’aglio inizia a dorarsi aggiungere il prezzemolo e i ceci e lasciare insaporire. Sbollentare le lagane nell’acqua di cottura dei ceci allungata con altra acqua, aggiungendo un filo d’olio. A metà cottura scolarle e unirle al sugo di ceci. Regolare di sale e terminare la cottura, condire con il rimanente olio e spolverare con una grattugiata di pepe.


Abbinamento consigliato: IGT Basilicata Bianco a base di Malvasia bianca o Fiano.




GELATINA DI GALLO O DI AGNELLONE. Carne di gallo o di agnellone kg 5, Acqua litri 5, Aceto litri 1, Igt Basilicata bianco secco litri 1, Aglio spicchi n. 5, Alloro foglie n. 4, Peperoncini n. 2 


Lessare la carne per alcune ore in acqua salata con foglie di alloro. Successivamente separarla dal brodo, disossarla e tagliarla a tocchi medi. Aggiungere al brodo aceto e vino bianco in parti uguali, bollire ancora per mezz’ora con la carne e quindi aggiungere le spezie:peperoncino, aglio e alcune foglie di alloro. Versare il contenuto nelle ciotole e lasciarle riposare in un ambiente fresco per una notte. La gelatina ottenuta si consuma fredda e puòessere conservata in un luogo fresco.


Abbinamento consigliato: Terre dell’Alta Val d’Agri Riserva Doc




TORTA DI VINO COTTO
(4 persone). Vino cotto ml 200, Latte ml 200, Zucchero q.b, Mandorle tostate e tritate g 75, Cacao amaro g 40, Olio extravergine di oliva DOP Vulture ml 100, Lievito bustine n. 1, Ammoniaca bustine n. ½, Farina 00 q.b.


Versare in una ciotola lo zucchero, il cacao, le mandorle tostate e tritate, la bustina di lievito e la bustina di ammoniaca. Aggiungere il vino cotto*, il latte e l’olio, mescolare e versare la farina quanto basta a ottenere un impasto di consistenza morbida. Porre il tutto in un tegame imburrato ed infornare a 170 °C per 35 minuti.


Abbinamento consigliato: Vino Passito dolce a base di uve rosse di Aglianico o Primitivo.





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