Login Registrati
PAOLA, PENSIERI E PAROLE IN LIBERTÀ / TUNISIA: DIRITTI DELLE DONNE E NON SOLO

PAOLA, PENSIERI E PAROLE IN LIBERTÀ / TUNISIA: DIRITTI DELLE DONNE E NON SOLO

La Tunisia verso i diritti individuali per le donne e per gli omosessuali, un traguardo epocale che potrebbe avere influssi positivi anche oltre i confini del paese

Lunedi, 23/07/2018 - PAOLA, PENSIERI E PAROLE IN LIBERTÀ / TUNISIA: DIRITTI DELLE DONNE E NON SOLO
Salto di qualità dei diritti individuali delle donne e per i gay in Tunisia, un traguardo epocale per il cui raggiungimento si lavora alacremente. E per noi la spinta e la curiosità interessata per accompagnarlo in modo solidale nel suo non facile percorso: conoscendo, condividendo e valorizzandolo nel suo impervio e coraggioso cammino che ci riguarda se consideriamo il mondo con occhi aperti.
Il minimo della solidarietà a cui non rinunciare passa attraverso l’averne notizia e sentirsi “sorelle“ delle donne che per questo sono impegnate in prima fila.
La grande stagione della primavera araba che aveva aperto tante speranze, in parte tradite, pensando alle donne - sicuramente fra le non troppe brecce autenticamente aperte - annovera quanto iniziò a maturare coraggiosamente venendo allo scoperto. Un paese che pur tra tante contraddizioni, pensando alle donne, già nel 1956 con quel che fu il Presidente illuminato Burghiba vide abolita la poligamia, in anticipo rispetto a tutti gli altri paesi arabi. Un fatto decisivo nella formazione democratica, che nei decenni ha maturato ben altri desideri e frontiere da superare. E così oggim con un processo iniziato nel 2011 con la caduta“ del regime di Ben Ali e grazie alla disponibilità decisiva del Presidente della Repubblica attuale Essebsi, vede proprio in queste settimane e giorni di fine luglio in discussione il lavoro e precisamente il rapporto della Commissione delle libertà individuali e dell’uguaglianza.
Un lavoro difficile e che divide in modo conflittuale la popolazione perché pone al centro, per le donne, cardini di svolta epocali. Una cultura che va nella direzione di contrapporsi alla subordinazione femminile, ovvero la parità dell’uomo e donna in termini di eredità (e quindi di potere economico e decisionale) ribaltando il principio secondo cui alla donna spetta attualmente la metà di quanto spetta all’uomo, un concetto sostenuto in primis dal Corano.
Accanto a questo, per citare i punti più significativi, l'intenzione è eliminare nel Codice di statuto personale (che penso noi chiameremmo Diritto di famiglia), l’indicazione che l’uomo è l’unico capofamiglia.
Vi sono poi altri diversi punti, di interesse femminile, riguardanti la dote per esempio.
Insieme ai diritti femminili ci sono quelli dei gay, la cui condizione si chiede non sia più considerata un reato, ancora motivo di giudizio di decine di persone:, 70 accusate e condannate nel solo 2017. Ci sono altre proposte - è un rapporto di 200 pagine - trasversali ai diritti generali di tutti, come quello nel periodo del Ramadan di potere andare controcorrente nel rispetto delle proprie credenze e mangiare in locali pubblici.
Tornando al femminile di questa richiesta di rivoluzione democratica e laica,mai come in tempi in cui tutto sembra andare verso chiusure e inibizioni, è importante sostenere almeno con la solidarietà dell’informazione, con la dimostrazione che tali obiettivi ci stanno a cuore a noi che ne godiamo da tempo che, in sostanza un processo democratico di “emancipazione”, quando si apre, ci riguarda tutte in un tempo in cui la globalizzazione dovrebbe significare condivisione e coraggio e non paura e chiusura come invece avviene.
E allora, come dice in un'intervista la femminista ex Presidente dell’associazione tunisina delle donne democratiche Monia Ben Jemia, tale è l’importanza di quanto è in discussione, da un anno oramai, che la sola esistenza di questo rapporto, a cui hanno a lungo lavorato, nella commissione preposta in tanti esperti di diritto costituzionale islamici e non, accademici, giuristi etc , commisione guidata dalla deputata Bochra Belahaj Hmida, avvocata e storica femminista anche lei: può far cambiare tutto e non solo in Tunisia.
Paola ortensi luglio 2017

Link Esterno

Lascia un Commento

©2017 - NoiDonne - Iscrizione ROC n.6292 del 7 Settembre 2001 - P.IVA 00906821004
Privacy Policy | Creazione Siti Internet WebDimension®